Categoria: Blog

La libreria che non c’era

Questa storia inizia nel 2008, con me disteso sul pavimento dell'azienda e in cerca di risposte. Risposte? Sì, il lavoro di un designer atterrato improvvisamente nel complicato mondo del design dell'ufficio da un mondo di progetti e di incarichi completamente diversi, è un lavoro di comprensione di un nuovo alfabeto e di gente alla perenne ricerca di soluzioni veloci e da bruciare prima di altri.Un mondo di simpatici incendiari, un po' fuori dalle autostrade del design dei fighetti e dei tempi della moda e di una clientela esigente e attenta agli sgarri più che ai meriti. Sul pavimento a prendere le misure di un piedino di regolazione della scrivania 6x3. Sei centimetri di lato per tre centimetri... e in proporzione aurea per altezza con la proiezione del segmento tracciato sul prolungamento dell'arco costruito sul... ecco avete capito che era pane per i miei denti e godevo sapere di essere entrato in una realtà che amava e seguiva metodi di disegno, [...]
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Le Macchine che Vincono la Morte – inizia il viaggio

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno. (Guy de Maupassant) Tempo fa, in un'epoca lontana anni luce dal restyling di questo sito, qualche post più sotto, girando la testa verso una strisciata di pastelli su carta da scenografia appesi a tre metri di parete, scrissi un articolo dal titolo "La Macchine che Vincono la Morte". Scrissi dei miei disegni, del racconto che ebbi a mente, scrissi di microstorie dedicate ad ogni "macchina" protagonista in questa storia... ma non avevo ancora individuato cosa potesse diventare questo progetto. Cioè, dargli una "forma". Dare una forma alle cose è in sostanza il mio lavoro, necessita quindi di tempo - in questo caso ne è passato tanto, troppo per i tempi del design -, ma poco mi costa e poco mi costerebbe tenerlo ancora qui tra le mie mani e lasciarlo decantare negli anni, non è [...]
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Lo Zen e l’arte di scoprire la forma

Vi racconto il backstage di Zen, progettato per Ecozema®, tra ricerca e disegni, prototipi e nuove forme dell'usabilità. Zen, l'equilibrio in una mano. Perchè un tablet da catering ed happy hour? Nel 2012 sono stato invitato a partecipare a Schio Design Festival 2012, supportato da MC Works di Carlo Cappellotto e dal designer Francesco Orrico. La prima cosa che mi è stata chiesta da Armido Marana, AD di Ecozema, azienda che mi è stata assegnata dall'organizzazione dell'evento, è stata di progettare un tablet per pranzare durante gli eventi in piedi, quindi in occasione di matrimoni, aperitivi di lavoro, convegni, feste private, meeting di ogni genere e in cui la presenza del nostro tablet avrebbe potuto facilitare le operazioni di servizio da parte del catering, oltre a facilitare ovviamente la portabilità e la maneggevolezza di bicchieri, stoviglieria compostabile, posate e altro, al fine di offrire un servizio completo dall'aperitivo al dolce e consentire a una mano di rimanere sempre libera. Sia [...]
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La Bacchetta della Bella Vita

Per Walter Klinkon - HCE Trainer - Illusionista - TEDxSpeaker & Apprendista Stregone Un giorno, un mago senza bacchetta mi chiamò e mi disse: me ne disegni una tutta mia? Ma la vera sfida per me, forse l'unico designer a cui finora hanno chiesto di disegnare una "bacchetta magica", è fare una bacchetta magica... ...funzionante. #Credici Paolo, mi sono detto. E così ho iniziato. Uno dei primi schizzi della Bacchetta della Bella Vita Ho considerato da subito una cosa molto importante, ovvero che il mago Walter Klinkon fonda la sua magia sul concetto di <motivazione>, e che la storia più bella che racconta, ovvero quella che lui chiama “della bella vita”, è la vera magia. Il numero della “bella vita” è la magia che il mago compie raccontando come sia possibile riscattarsi da tutto ciò che consideriamo “impossibile”, perciò limitante per rendere la nostra vita l’opera di cui andare orgogliosi, realizzando i nostri sogni e ciò che più ci sta [...]
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Le macchine che vincono la morte

Tante le notti a disegnare, durante l'afosa estate di due anni fa, a volte in silenzio altre volte al suono di qualche musica che mi ha fatto viaggiare nel tempo e tra i ricordi. È stato il mio rifugio perché ne avevo bisogno, una capanna, una grotta fuori dal tempo presente. Ho pensato a tante cose, ai suoni che ha la memoria, agli uomini, alle donne, al nostro iniziare e al nostro finire, come se fossimo dominati - l'umanità - da un ciclo incessante, legato a qualcosa di regolare, quasi perpetuo ma impossibile a realizzarsi a causa della morte. Ho avuto una visione insomma, ho visto un mondo irreale fatto di soluzione ai desideri più profondi dell'umanità. Di tutta l'umanità, senza divisione tra umanità buona o cattiva, esseri umani su questa terra e basta. Niente giudizi e lo stesso carburante per tutti, la stessa idea e un unico desiderio per dare forma a quelle che ho chiamato "Macchine che vincono [...]
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Se vuoi costruire

Se vuoi costruire lo devi fare lentamente. Che non significa metterci tanto o poco, o andare piano, solo non devi farne sentire il rumore, a nessuno. Fuori non devono sentire le macchine, non devono afferrarne il senso, non devono sapere che pensi, non devono sentire che pendi, o che dipendi, nessuno deve sapere che piangi. Se vuoi costruire lo devi fare da architetto e devi esserne orgoglioso, e felice. Foto Markandré per Demo Ceramics, 2016 Se vuoi costruire devi lasciare andare le macchine, perchè le macchine sono la vita, tu devi amare le macchine che bruciano, che mescolano e che consumano, che fanno male, e devi fare fumo come fanno loro. Se vuoi costruire devi avere con te il metallo, la terra e la luna, se vuoi la notte te la devi comprare e portare a casa. Se vuoi costruire tieni le porte di casa ben chiuse a chiave. E non uscire. Foto Andrea Rinaldi per Demo Ceramics, 2016
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Piccoli Domani WIP

Come avevo già accennato nell'articolo di qualche mese fa -link- i nostri piccoli "Toys", soprannominati appunto Piccoli Domani, grazie alla paternità degli scritti dei bravissimi Andrea Calatroni e Alessandra Ciccotti, sono finalmente pronti per la prima produzione. Lascio ad un prossimo futuro post le notizie su quando e dove li presenteremo, e mi limito ora a mostrarvi le foto delle stampe 3D che la settimana scorsa sono servite per produrre i modelli necessari alla relizzazione del primo stampo originale, al quale faranno necessariamente seguito le repliche, ovvero i veri e propri stampi di produzione. Perchè il 3D Print? Demo Ceramics si avvale quindi anche della stampa 3D, nei casi in cui risulta molto più facile raggiungere soluzioni di dettaglio anche e soprattutto per oggetti di piccole dimensioni e in cui i dettagli sono importanti. Pull-Lovers, La Casa Nuova, Ovosapiens e i nuovissimi Perfino e Mother Oh Mother, sono caratterizzati da linee semplici ma da stereometrie molto forti, volumi che, dialogando tramite incastri e [...]
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ABOUT EGG – Uovo con sorpresa

E niente, sei lì che leggi un interessantissimo articolo che ha come tema l'uovo nella storia dell'arte e ti stai godendo la macchina del tempo da Piero Della Francesca a Fontana e Brancusi quando, improvvisamente e non senza stupore... ti ci ritrovi in mezzo! Grazie mille a Lara Cossalter di ABOUTART per questo omaggio, anche Ovosapiens in tutto il suo ermetismo, ringrazia.  Qui il link all'articolo originale, di seguito ve lo riporto allegato al post. E, inutile dirlo, se vi è piaciuto, iscrivetevi alla rivista di Lara Cossalter, consiglio caldamente!   "ABOUTART | ABOUT EGG 🥚Uovo con sorpresa🥚 Domani i più piccolini ( ma non solo loro) scartano fantastiche uova di cioccolato, ma si sa, non è il guscio che interessa, bensì quello che c'è dentro. Perché l'uovo è innanzi tutto un contenente di sorprese, ma anche di simboli. L'uovo è un simbolo millenario, investito di valenze performative nelle sue diverse declinazioni. La storia dell'arte sceglie questa forma perfetta ( [...]
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Piccoli domani

In pochi sanno che la linea che ho chiamato Toys è composta da ben ventidue pezzi. Sì, ventidue, avete capito bene... poi diventati undici, praticamente la metà. Sono stati disegnati nell'arco di poche ore in una piovosa serata di Aprile, ancora nel lontano 2009. A Settembre dello stesso anno sarebbe nato mio figlio Giovanni, sì è lui lo splendido ragazzino protagonista del primo lavoro fotografico di Demo Ceramics a nome Markandré. Sta il fatto che i Toys sono nati al termine una lunga crisi professionale e di ricerca, mi sentivo svuotato, ogni stimolo mi scorreva addosso come pioggia e se ne andava lasciandomi prosciugato. Ero lento, spogliato dei miei pensieri, stanco per una lavoro durato più di un anno e che mi ha calato nei difficili panni di art director per una grande azienda veneta, oltre all'onere pericoloso e difficile di salvare un loro brand dal fallimento imminente. Ci riuscii, anche per merito di un team che mi seguì passo passo, ma stanco quale ero [...]
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